– 23 Lacrime e sangue

Stamattina sono andata dal dottor Minocci (bravissimo) a chiedere un po’ dei miei esami.

La calorimetria è alta: 1950 kal al dì. Il che è un sacco. Pensavo che il mio metabolismo fosse morto, e invece…

“Vuol dire che per ingrassare lei mangia più di 2500 cal al dì”

Invece per gli altri esami udite udite, il mio colesterolo è passato da 248 a maggio a 198 ad oggi.

Cioè in 13 anni che lo controllo non è mai stato sotto i 200!!!

I trigliceridi sono altini.

“Allora mi crede che sto facendo la dieta”

“Non ho mai detto il contrario”

“Come no, ha detto che mangio più di 2500 cal die per ingrassare”

“Lei è venuta qui con una corazza addosso spessa così, che neanche una tartaruga ninja. Lei SA. Come mia figlia. Ma che cosa è venuta qui a fare?”

“A perdere peso e ho perso 4 etti in due giorni e sono disperata!”

“A casa mia 4 etti in due giorni fanno almeno 5 kg al mese, ma magari fosse così. Ma qual è il suo obiettivo?”

“Beh perdere circa 50 kg ed arrivare ad un peso X, con un bmi di 27-28”

“Quello è il SUO obiettivo. Il nostro è diverso. Noi vogliamo che Lei perda circa 12 kg o arrivi ad un massimo di 34 di bmi e LO MANTENGA NEL TEMPO”

“Ma quello è troppo poco”

“Guardi qui non facciamo miracoli. Lei qui ha sottoscritto una laurea triennale, questo è il tempo che ci vuole. Se vuole i miracoli vada altrove, troverà qualche medico compiacente che le prescriverà farmaci ecc. Qui da noi è diverso, è un percorso appena iniziato!”

“No, per me voi siete la mia ultima spiaggia!”

“No, noi non siamo l’ultima spiaggia di nessuno, ed adesso vada perché è in ritardo e si asciughi le lacrime. Lei deve stare calma”.

Poi incontro col dietista e la psicologa.

Il dietista mi ha aggiunto la merenda serale, almeno qui, poi a casa non so. Mi ha consigliato anche i calamari per cena, o i totani e come cucinarli. Devo provare. Mi è piaciuto molto.

La psicologa pure.

Con lei mi sono sfogata in toto: le ho detto che io so che l’obesità è una malattia e che come non negherei mai le cure ad un malato di cancro, così non lo farei con un obeso. Ma non con me.

Perché io non sono malata, io sono solo una fallita che ci ha provato tante volte e questa è l’ennesima riprova che non ce la farò. E che stare qui per me non è l’inizio di un percorso, ma una punizione per non aver fatto abbastanza, non essere abbastanza. Sono qui in castigo, lontana dai figli.

E il mio carico mentale dell’ossessione del dimagrimento è arrivato a livelli insopportabili. La mia mente va in cortocircuito e torna sempre lì. A quello che farei o non farei se fossi magra, o che non posso fare da grassa.

Mi ha consigliato di non focalizzarmi sull’obiettivo finale, anche se fattibile, ma di fissare obiettivi realizzabili.

La dieta del supermetabolismo, per quanto valida, occupa un tempo di preparazione infinitamente alto che fa fallire la dieta stessa. La dieta deve occupare del tempo accettabile. Lo stesso lo sport: non andare 5 volte alla settimana in pausa pranzo a camminare, ma scegliere due giorni, più il nuoto coi figli, e va bene così, costantemente.

Anche da lei ho pianto tanto.

Mi vuole rivedere e devo pensare a:

–          Come potrei gestirmi la dieta una volta tornata a casa

–          Quanto sport farei e quando

–          Se voglio tornare o meno qui

Lo so, sono una fallita e anche oggi ho pianto lacrime amare e “sputato sangue” nella prima passeggiata fuori + cyclette + ginnastica posturale (no, questa no, è proprio easy), ma ce la devo fare.

Per i miei figli, per i miei, ma soprattutto per me.

E cmq non mi ha ancora dato un TSO

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