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Nessun uomo è un’isola

gennaio 15th, 2018

Dicevano al Conad,… ah no, scusate era Hemingway… ah no, era John Donne.

‘No Man is an Island’

No man is an island entire of itself; every man
is a piece of the continent, a part of the main;
if a clod be washed away by the sea, Europe
is the less, as well as if a promontory were, as
well as any manner of thy friends or of thine
own were; any man's death diminishes me,
because I am involved in mankind.
And therefore never send to know for whom
the bell tolls; it tolls for thee. 

Olde English Version
No man is an Iland, intire of itselfe; every man
is a peece of the Continent, a part of the maine;
if a Clod bee washed away by the Sea, Europe
is the lesse, as well as if a Promontorie were, as
well as if a Manor of thy friends or of thine
owne were; any mans death diminishes me,
because I am involved in Mankinde;
And therefore never send to know for whom
the bell tolls; It tolls for thee.

MEDITATION XVII
Devotions upon Emergent Occasions
John Donne

Questo è oltremodo vero quando vivi in una famiglia, soprattutto se unita come lo siamo noi.

Il dramma di uno è dramma di tutti, il problema di uno diventa di tutti.

Gli anni passano, ma il problema non è cambiato. Abbiamo provato in tutti i modi, ma ci sarà un’altra strada da percorrere.

Abbiamo un paio di assi nella manica, speriamo che uno sia quello giusto.

Ho dentro un dolore atroce, se potessi vi chiederei di:

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Non è un lusso che posso permettermi, con due figli piccoli. Però concordo sempre con Ungaretti che:

La morte si sconta vivendo

Cambiamenti

gennaio 10th, 2018

Tippete è proprio cambiato.

Questa terapia, e le gocce omeopatiche, hanno fatto si che cambiasse in maniera terrificante. Poi, una notte, ho avuto l’epifania: è come se Tippete avesse sempre avuto un velo intorno a lui, che mi avesse impedito di toccarlo fino in fondo. Mi dannavo l’anima cercando di stabilire lo stesso profondo legame che ho con la Bamby e mi sentivo in colpa perché non ce l’avevo.

Mi spiego: non volevo lo STESSO legame, ma un legame della stessa profondità.

E invece ora… E invece ora il bambino ride, scherza, capisce qualche scherzetto tipo il gimme five, o quello che facciamo sui denti: sono puliti, fammi sentire, bleah.

Ha imparato vari giochi: domino, gioco dell’oca, trova le differenze, inizia a fare un po’ di pregrafismo e colora negli spazi. Inoltre gli è piaciuto il libricino per imparare a leggere, se lo guarda da solo.

Ma soprattutto… un giorno lo abbiamo perso. Io mi sono girata a sedare la lite di altri due bambini che giocavano sempre con noi, per aiutare questa mamma da sola tutto il giorno e ho perso di vista Tippete. Il Tato e la Bamby erano saliti al bar perché  la Bamby stranamente aveva fame.

Lui li ha seguiti e poi persi di vista, quindi si è incamminato verso casa.

Ad un certo punto non ho capito se una donna l’ha visto da solo o se lui le ha chiesto aiuto.

Sta di fatto che, mentre noi lo cercavamo su tre spiagge diverse, mi squilla il telefono e questa signora mi dice di avere Tippete e che me l’avrebbe riportato.

Lui calmissimo ha detto come si chiama e qual era il mio numero.

Ma non hai avuto paura? Mamma, ho pensato che magari lei era un mostro, ma poi era solo una mamma e le ho dato il tuo numero!

Racconta ciò che ha fatto senza bisogno di chiederglielo (abbiamo lanciato le lanterne), parla al telefono, esprime preferenze (non voglio andare al museo, preferisco le barche, andiamo a vedere i presepi) ascolta le descrizioni che gli faccio (lì battono le olive, lì tagliano l’erba, lì il legno).

Insomma un altro bambino.

Non vedo l’ora che torni all’asilo a febbraio per sentire anche i feedback delle maestre.

Metodo Tomatis, assolutamente ottimissimo.

Anno nuovo, vita nuova?

gennaio 10th, 2018

Mah, devo dire che ci ho sperato, i miei 25 capodanni passati, a cambiare decisamente qualcosa.

Ad essere meno estroversa, per esempio, qualità che non da tutti è apprezzata. Però non piacciono neanche quelle troppo tranquille. Dovrei capire qual è la giusta via di mezzo e come ottenerla. Devo cercare di capire, almeno secondo le insegnanti, se esiste un algoritmo di calcolo in base a quante volte si deve alzare la mano. 5 è giusto, da 6 in su sei troppo esuberante ed estroversa, sotto i 4 sei una musona. Non sarebbe più facile?

Da gennaio dieta, quante volte l’ho detto? Oramai la dieta è la mia cifra stilistica, manco ci penso più. Ci ritorno, come un tossico alla sua dose. Nonostante non abbia esagerato, nonostante una gastroenterite con 5 giorni di dieta in bianco tra l’altro a cavallo di capodanno, ho preso oltre due kg. Mavaff.

Poi: faccio sport. Devo dire che, a parte qualche basso dovuto alla situazione di Tippete, dove non avevo neanche le pause pranzo, e le malattie, per il resto sono sempre andata a camminare. Nelle vacanze mi sono detta: al mare vado TUTTI i giorni. Ci sono andata 3 mattine, poi il virus gastrointestinale mi ha sorpreso e niente, 5 giorni buttati. Alla fine ero morta, poi pioveva insomma, finiti i sogni di gloria. Ma ieri ci sono riandata, e ho migliorato le mie performances.

Cambiare il mio atteggiamento quando litigo col Tato? Si, dovrei, ma ehm, non ce la faccio, però è il mio buon proposito dell’anno.

Soprattutto l’anno vecchio mi ha regalato due grandi delusioni. Una media e una enorme.

La media: col mio capo ci lavoro da quasi 5 anni. Non dico che sia un amico, però c’era un buon rapporto. Mi hanno cambiato di capo e di gruppo (probabilmente ci venderanno) e lui che fa? Neanche un ciao, crepa, in bocca al lupo, a te e famiglia… Niente. Molto delusa, si!

La enorme: ho un amico (gay) da 5 anni, da quando ho fatto il TFA. Prima non mi ero mai imbattuta in gay e lesbiche, in effetti difficilmente bazzicano in oratorio, ma in quell’anno i miei compagni preferiti erano due gay e una lesbica. Poiché non ho pregiudizi, questo mi ha permesso di ampliare i miei orizzonti e ho scoperto/imparato molte cose. Sono persone con cui sono stata molto bene assieme. Uno, S, però l’ho perso di vista subito, perché è molto orso. C. è pure molto chiusa e poi si è trasferita nella sua terra natale. F. si è trasferito a nella mia città ed è stato bello perché ci siamo visti spesso. Però ovviamente loro non hanno figli, io si, loro insegnano e hanno decisamente più tempo libero, io no, quindi è sempre stato difficile trovare occasioni per uscire. Sono sempre io quella che lo chiamava, che lo messaggiava ecc, ma mi faceva piacere. Vuoi perché è lui uomo, spesso ero io a cercarlo. Quando si è separato dal compagno di una vita l’ho chiamato tantissimo, anzi aveva riconosciuto che meno male che c’ero stata io, che i suoi amici non si era fatto sentire nessuno.

Spesso siamo usciti a cena, a volte anche coi bambini, ma io vorrei godermi la cena e con loro è impossibile.

L’ultima cena è stata in luglio, quando i bambini non c’erano.

Poi ci ha inviato fuori ad Agosto, ma eravamo in vacanza. A settembre avevamo organizzato, mia sorella avrebbe tenuto i bambini, ma poi Tippete ha avuto la febbre e vomitato e non siamo usciti, quindi un’oretta prima l’abbiamo chiamato per disdire. Ah, si, un paio di volte l’ho inviato a cena da noi, con il nuovo compagno, per evitare di uscire coi bambini. Lui non ci ha mai invitato una volta, ma vabbé, pace.

Poi non lo sento, gli scrivo e non risponde. A Natale vedo che si toglie dal gruppo che ha fatto con mio marito e me.

Allora gli mando uno stupido sms di buon anno (io li odio e lui pure) e poi gli dico che potrebbe anche rispondere. Allora parte una filippica che le ultime tre volte io gli ho tirato il pacco per uscire e che.. ma è meglio riportare la conversazione, via.

Sto bene, grazie.

Ma no, non risponderò ai tuoi auguri di buon anno. Perché sono di circostanza. E se mi conosci almeno un po’, sai bene che disprezzo luoghi comuni, frasi di circostanza e comportamenti socialmente strutturati ma vacui.

Le persone valgono per quello che fanno (o non fanno), non per quello che dicono o pensano. Disprezzo anche questo del perbenismo.

Ti prego di smetterla di sottolineare anche indirettamente la mia asocialità con il tuo “Non rispondi neanche più”. non è asocialità. C’è un motivo. Anzi tre.

Tre. Tre volte in cui i miei inviti a vederci sono stati rimbalzati. Tre. Credo siano sufficienti. Non sono il tipo da andare in giro a pietire la compagnia. Evidentemente le nostre priorità non collimano più. Me ne farò una ragione, come me ne sono fatta una ragione per altre persone. E’ chiaro che la mia compagnia è sussidiaria o secondaria o comunque corollaria a tante altre cose.

Se nell’arco di un anno o quasi dall’altra parte non c’è nemmeno il vano tentativo di organizzare un’occasione per vedersi dopo che mie tre proposte sono state snobbate, mi chiedo quale senso abbia continuare a intrattenere un rapporto. Scambiarci cartoline colorate per il Natale non rientra fra le mie opzioni.

Addirittura nell’ultima occasione da te cancellata all’ultimo minuto mi hai snocciolato una grammatica angolare di tutti gli impegni che ti avrebbero accalappiato da lì a una settimana a venire. E quelli non li potevi cancellare. E anche lì, naturalmente, la palla l’hai fatta rimbalzare a me: “E tu quando sei libero?”. Io sono libero ogni volta che voglio vedere i miei amici. Io sono libero ogni volta che cancello gli appuntamenti o le cose da fare o i cazzi miei per i miei amici. Io sono libero ogni volta che voglio essere libero per i miei amici. Credo che in quell’occasione il messaggio e le intenzioni siano state chiarissime e incontrovertibili.

Quindi, no, non ti auguro buon anno. E per carità, non ti auguro nemmeno un cattivo anno perché di voi ho un bel ricordo. Sono stato bene con voi. Ma va bene così. Non c’è rancore. Solo una lucida e razionale presa di coscienza che il nostro rapporto è giunto al capolinea. Non so come altro dirlo.

Non saranno certo gli auguri di buon anno a sanare quello che la volontà, or its lack thereof, non ha saputo tenere in cura durante tutto l’anno.

Questa la mia risposta:

Non mi riferivo di certo agli auguri, ovviamente. Ma agli altri messaggi. Quando ho disdetto avevo il figlio malato. Senza palle. E sono stata un mese in ospedale, ma non l’ho detto a nessuno, al di fuori del lavoro, perché mi dava fastidio. Tra fine settembre e ottobre. Quindi si, delle volte ho dovuto rimpallare i tuoi inviti. Non è vero che non ho voglia di vederti, perché solitamente sono sempre stata io a chiamare o messaggiarti. Ma i sabati sera sono sempre distrutta, e non vedo nessuno. Neanche amici con figli. Inizio al mattino presto tra compiti e mestieri. Aiuto due figli di amici in inglese, mia figlia deve essere portata ai suoi vari impegni. Poi c’è Tippete coi suoi impegni, feste ecc. Ah già. Tippete per cui tra novembre e dicembre siamo andati a fare delle terapie per tre settimane continuative tutti i giorni due ore al giorno. Ma avevo già fatto un mese di malattia, l’azienda licenzia, quindi ho fatto 8 ore di lavoro, senza pausa, poi un’ora tra andare a prendere Tippete , poi 2 ore di terapia. E io e il Tato in presenza. E la Bamby gelosa. Poi c’era da cucinare, lavare ecc. Direi che solitamente non rimane il tempo neanche x me stessa, ma ogni tanto qualche messaggio te l’ho mandato. Quindi anziché offenderti, magari una volta chiamavi tu, come ho fatto io quando non ti facevi vivo. E ti voglio/volevo bene lo stesso.
Per concludere l’anno, siamo tutti al mare col cagotto.
Buon anno a te e al compagno. Spero che sappia capire certe necessità, altrimenti pazienza. Ho perso tanta gente per strada, mi spiace perdere anche te, ma non riesco ad esserci più di così.

Questa la sua, tra l’altro oltre che stupida (paragonare un mese di ospedale, anzi due, con una vita di impegni) è anche codarda, perché puoi alzare quel caxxo di telefono:

Spero non crederai di essere l’unica ad avere una vita piena di cose, alcune importanti, altre vane, altre vitali.

Quanto dici non fa altro che confermare quanto ormai abbiamo priorità differenti.

Ora però basta. Credo che ci siamo detti quanto c’era da dirsi.

E io ho chiuso così:

Peccato, perché ti pensavo una persona più compassionevole e comprensiva, come sono stata io per te. Mi sa che mi sbagliavo. Buona vita!

Delle volte sono una pessima amica, ho poco tempo, a volte LVB non la sento per settimane, ma anche altre persone, però è così. Chi è genitore lo sa che coi figli il tempo non è più tuo. Questo non vuol dire che non ci si debba vedere più. Soprattutto per il fatto che, tra i due, sono stata sempre io a cercarlo ecc. Soprattutto perché, da adulti, i rapporti dovrebbero essere un po’ più elastici, non così chiusi. Mi hai rimbalzato tre volte…

Pazienza, come sempre sono un’inguaribile ingenua.

E’ che sono tra l’incazzato e il deluso e non riesco a farmela passare dopo 10 giorni… vabbé, pazienza. Mi passerà.

Babbo Natale esiste?

gennaio 9th, 2018

Ci sono domande che vanno evitate come la peste. Soprattutto quando mancano 4 giorni a Natale.

Una di queste è: Ma Babbo Natale esiste?

Ho sempre giurato di dire la verità ai miei figli e la Bambi lo sa bene. Mai bugie, solo verità.

Però… cioè la magia di Natale con l’esistenza di BN non è la stessa, senza la sua presenza.

Ma la Bambi, di sera prima di andare a letto, 4 giorni dal Natale, mi chiede: Mamma, ma BN esiste? Dimmi la verità, dimmi la verità, devi dirmi la verità, hai capito?

Ma sei proprio sicura sicura di volere la verità? E perché questa domanda?

Perché A. (adottato a 6 anni, quindi da sempre vissuto in un orfanotrofio), mi ha detto che BN non esiste, sono i genitori a portare i regali.

Dai, dimmi la verità.

Ora, avrei anche mentito,ma di fronte ad una richiesta così perentoria, voleva dire che lo sapeva ed era inutile menare troppo le cose.

Si A. ha ragione, BN non esiste, siamo noi genitori a portare i regali, però non dirlo a tuo fratello.

Apriti cielo!!! Un’ora di pianto inconsolabile e tra i singhiozzi, però io ci credevo, ho difeso BN  davanti a tutta la classe, oppure, ma ogni tanto una bugia puoi anche dirla, no? Me lo dicevi dopo Natale, non a 4 giorni da Natale. E allora siete voi che mangiate le cose e spendete tutti quei soldi per i regali? Perché? E allora quando abbiamo incontrato BN quella volta (tipo due anni fa?) glielo avete detto voi che volevo il microscopio? E come?

Il punto è che, una volta scoperto che BN non esiste, cadono, a mò di domino, anche tutti gli altri: Befana, Fatina dei Denti e ciao ciao a tutti.

Sarà l’adultità, ma a volte il mondo dei bambini è più bello.

Halfway through…

novembre 28th, 2017

Ce la stiamo facendo… Siamo a metà percorso e devo dire che il metodo Tomatis è meraviglioso.

Quasi miracoloso, se non lo vedessi non ci crederei. Tippete ha fatto un cambiamento dal giorno alla notte.

Tra l’altro anche il rimedio omeopatico ha aiutato tantissimo, la sinergia delle due cose è incredibile.

Cioè, io che mi fido dell’omeopatia… io che sono come S. Tommaso, se non metto la mano nelle piaghe e non vedo le piaghe non credo.

Oh, giuro che non mi passano mazzette per parlarne bene e devo dire che ero un po’ scettica pure io, eppure è impossibile descrivere il salto di qualità che ha fatto Tippete in una settimana.

Solitamente gli ripeto le cose più volte perché non mi ascolta, non dà cenno di sentire/capire/essere interessato. Quindi stamattina gli hod etto due volte: hai capito, hai capito? E lui: certo che ho capito, mamma, perché me lo dici due volte O_O?!?

Oppure inizia a spiegare eventi che ha visto e rielabora in maniera errata, ma li modifica. P.es. mi ha detto: gli elefanti hanno dei tubi nel naso che sparano l’acqua sul fuoco, per spegnerlo. E io: no, amore gli elefanti hanno la proboscide lunga lunga, e i due tubi in realtà sono le narici, queste, che abbiamo anche noi, ma che sembrano lunghe, perché il loro naso è lungo. Non sparano l’acqua, ma la spruzzano.

E lui ha capito tutto. Inizia ad ascoltare le storie ecc.

Cioè, è difficile da spiegare, ma è come se prima fosse sulla terra, ma alieno, che non vivesse appieno il qui e ora, solo di quello che gli interessa. Ora invece c’è, è qui e ora e osserva (guarda mamma, di là ci sono le altre maestre dell’asilo, ciao maestre, ma dove vanno?), commenta, analizza.

Direi che è quasi al pari di un bambino di 5 anni.

Mancano ancora 6 sedute e ho ottime speranze. Anche perché adesso sente anche la mia voce registrata.

Io ho dipinto due quadri e speso un capitale dal Brico tra tele e colori (almeno 40 euro), ma mi diverto.

Per domani devo iniziarne un terzo…

 

 

 

 

Un mese

novembre 20th, 2017

E’ passato un mese da quando sono tornata.

Ho sempre fatto attività fisica, almeno tre volte alla settimana. Faccio una media di 8, 9 km, ben sotto gli 11, 5 del mese scorso.

Ho perso 1,3 kg. Che non è molto, ok, ma è un inizio.

E praticamente un soffio ad essere sotto bmi 40.

Oggi inizio le terapie con Tippete: speriamo bene.

Mi attendono 15 gg di fuoco, ma ce la farò!!!

Speriamo che dia i suoi frutti!

Fortunata

novembre 7th, 2017

Sono fortunata ad avere una sorella con cui vado davvero d’accordo. Non solo l’ho scelta come testimone di nozze, perché volevo, ma anche lei mi ha scelto come sua testimone perché voleva Sento dei racconti poi, allucinanti.

La bamby vuole suonare arpa. Ha fatto la prima lezione di prova e non è malaccio. Peccato che sia cara…

Tippete deve fare degli incontri dalla psicologa per aiutarlo ad essere meno “alieno” in questo mondo e ad integrarsi un po’ di più.

Speriamo bene.

Sport

ottobre 30th, 2017

Quando alle 14 hai già fatto i tuoi 12mila passi… EPIC WIN!

Il meeting

ottobre 30th, 2017

Meeting del capo, insisto per farlo da remoto, non ho voglia di andare in sede e fare la sbatti per due ore di inutile riunione.

Lo ascolto con collega simpatica.

Dopo aver capito che il capo ha schiacciato il pulsante del “dobbiamo fare di + e di meglio” e rendermi conto che queste sono le stesse cose che sentiamo da 4 anni a questa parte, il meeting con la collega ha assunto una piega molto più divertente.

Di cosa abbiamo parlato durante il meeting:

- fatto rapportini

- fatto note spese

- letto le mail

- guardato FB

- riso sui post delle pancine

- aggiornate sul we

- deciso quali altre serie guardare su Netflix

- giocato a Candy Crush

- mostrato la location dove si sposerà mia sorella

- guardato ipotetici abiti da testimone

- discusso del pollo di zia Esterina…

 

Eh si, la riunione era proprio interessante :-D

Tu non la racconti giusta

ottobre 24th, 2017

Sono andata via che non riuscivi a starmi dietro e adesso sono io che corro dietro a te. Dì la verità, non sei stata in ospedale…

Ovviamente! In effetti non vedi le rughe spianate e la taglia 42? 

50 min per quasi 5 km tra le polveri sottili di Milano, in pausa pranzo, certo, tra i boschi ruggine e oro con lo sfondo del Rosa o del lago Maggiore sarebbe stato meglio, ca va sans dire…

Però, son soddisfazioni e #nsmuc


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