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Ci risiamo

maggio 25th, 2017

Se il blog si chiama xnmente a dieta, un perché ci sarà. Sono a dieta da quando avevo 5 anni.

Solo tre biscotti al mattino, e io avevo una fame cane.

Gli anni passano, e quando ho delle difficoltà ingrasso. E non poco.

Siamo a questo punto della mia vita con numerosi kg in sovrappeso, milioni di diete fatte e milioni di fallimenti.

A marzo sono stata male, ho avuto una colica, dopo una forte influenza, e sono finita in ospedale.

Signora, ha il fegato grasso, mi hanno detto. Deve parlare con un epatologo.

Prendi l’appuntamento, fai altri esami.

Ieri la visita.

La dottoressa era sicuramente in gamba, ma neanche per 5 minuti è stata a sentire che io faccio la dieta e non dimagrisco. E che, per quello che mangio, non dovrei sicuramente essere così grassa.

Mi ha detto che ho la steatosi epatica. E va bé, ce l’ha mezza popolazione dell’occidente.

Che ho la pressione alta (ieri 100-160), quindi holter e visita.

Che devo dimagrire.

Che ho sviluppato l’insulinoresistenza e che ho il colesterolo alto e rischio moltissimo.

Può venire nel nostro centro.

Secondo Lei io non sono mai andata in un centro per dimagrire? Si, però qui sono bravi. Senta, sono andata al Niguarda, hanno un centro stupendo, ho perso + di 30 k e li ho ripresi tutti.

Signora, non mi interessa come, ma lei DEVE dimagrire, può anche valutare la chirurgia..

Non ha voluto sentire che dall’anno scorso ho iniziato ad avere sudori freddi di notte, nessuno se ne preoccupa, tranne l’omeopata.

Né che ho fatto una dieta, quella del supermetabolismo, che potrebbe avermelo sputtanato, il metabolismo, ma anche no, ma tanto non me l’ha fatto dire.

E poi chi ci crede che non mangio tanto?

Che cosa farò? Non lo so, vorrei chiudere gli occhi e sparire… Ma se li chiudo vedo i miei figli e quindi…devo trovare una soluzione.

Andrò in quel centro? Che cosa mi può dare di + degli altri? Niente, credo, tranne forse degli anoressizzanti. Che fanno male, lo so, ma mettendoli sul piatto della bilancia con i benefici dei kg persi.. mah.  Perché poi li riprendi con gli interessi.

Usare il palloncino? E poi? una volta tolto è la stessa storia… li riprendi.

Che fare, che fare?

Beh, da lunedì dieta e devo trovare il modo di fare anche sport a casa. DEVO.

Adesso ci penso bene…

L’età più bella

maggio 11th, 2017

L’età più bella per goderti i tuoi figli è la loro infanzia.

Certo è pienissima e stancante, costellata di notti insonni e fisicamente devastante.

Ma poi arriva l’adolescenza, e lì sorgono i veri problemi.

Se ti va di cu*o passano e arrivano ad essere giovani in gamba ed autonomi, che, giustamente, si staccheranno e si faranno una vita propria. Non saranno più così tuoi come nell’infanzia.

L’altra sera, come sovente è accaduto quest’anno, a causa di una positiva congiunzione astrale lavoro un po’ più vicina del solito Assago e vado pure in auto. In più mi gestisco abbastanza gli orari.

Preferisco non accompagnarli a scuola, cosa che invece ho fatto lo scorso anno, ed andare per le 8, però almeno li vedo svegli, cosa che non accadeva quando andavo ad Assago, così riesco a tornare per le 6.

E il martedì raggiungerli a nuoto.

Si perché non riesco ad andare a casa e prenderli, i miei (santi subito) me li portano in piscina, la Bambi è già in acqua, io arrivo e mi cambio con Tippete, lo accompagno, nuoto 40 vasche, gioco con la Bambi nella “piscina delle mamme”, con annesso tuffo, la lavo, mi lavo, lavo Tippete, mia mamma veste un* dei due, io l’altr* e poi si corre a casa. Talvolta il Tato ci fa trovare la cena pronta, talvolta ha riunioni fino a tardi (spesso), come martedì e preparo la cena, la tavola, stendo gli accappatoi di 3 zaini ecc.

Martedì non volevo andare. Volevo scappare a casa, ero stanca. Regalarmi 45 min con una serie televisiva e riposarmi un attimo.

Ma poi i sensi di colpa sono in agguato.

Ma come, una volta che puoi andare coi tuoi figli non ci vai? PESSIMA. E poi nuoti, brucerai 3 cal. Pensa a tutti gli anni che non sei potuta andare. E l’anno prossimo non ci potrai più andare, dovrai tornare ad Assago.

Vai, goditeli. Si, ma il divan…

VAIIII

Ok, ok, sono andata.

Tippete era particolarmente in vena e per la prima volta è voluto venire nella “piscina delle mamme” con me, nei 10 min che precedono la sua lezione. Salti, tuffi, e nuotate a cagnolino. Bravo amore mio.

Poi mia mamma mi ha detto che la Bambi era triste, che le maestre sono troppo severe, pure questa di nuoto. Allora mi sono infilata l’accappatoio, sono andata nell’altra piscina dove fa lei i corsi (anche se non si potrebbe) e con una scusa di dirle una cosa le ho dato un bacio e le ho detto che l’aspettavo di là.

Tutto ciò mi ha fatto OVVIAMENTE perdere un sacco di tempo.

Quindi di vasche non ne avrò fatte neanche 30 (26-28? Boh)

Lei è arrivata, nuotata, tuffo, rinuotata, sgridata di mia mamma perché è tardi, doccia, a casa, pasta al pesto, tira su le robe stese e stendi gli accappatoi, cena, coccole/lotta/schienate sul lettone, grasse risate, salti dal lettone in braccio, baci, finti morsini, risate…

Una delle più belle serate di sempre.

Visto, te l’avevo detto che dovevi andare.

E c’hai sempre ragione, maledetta vocetta

Piccoli inventori crescono

maggio 5th, 2017

Premessa: di recente la Bambi ha convinto il nonno a farle una culla per le bambole. Una culla che dondola
Doveva essere in legno, ma il nonno ha preferito il cartone.
Culla dimenticata in un angolo.

Un giorno qualunque di settimana scorsa:

Nonno, possiamo fare la macchina di Super Gatto Boy?
SI, va bene, mi procuro il cartone..
NOOOO, la voglio vera, in legno, per me e mio fratello.
Bambi, ma è un po’ complicato farla.
Non è vero, guarda qui (e disegna su un foglio l’auto).
Bisogna fare la base in legno, poi ci attacchi le ruote, i pedali alle ruote dietro e il freno a quelle davanti.
Dai nonno, facciamola.
Ma non è così facile.
Certo che lo è. La sera, prima di addormentarmi io penso ai progetti che voglio fare e li vedo nella mia mente. Adesso ti ho fatto un disegno su un foglio per farti capire…

Ecco la Bambi, un VULCANO DI IDEE. Una bimba che vorrebbe sempre essere all’opera.

Puoi andare

maggio 5th, 2017

Rientro che sono quasi le 11, dopo le prove per il teatro dei piccoli.
Vado a controllare se sono coperti e ovviamente Tippete è ancora sveglio, come sempre, del resto.
Lo metto nel suo lettino, perché, come sempre è in quello di sua sorella, e mi chiede se può venire nel lettone.
Non sarebbe un problema portarlo nel lettone, se non fosse che poi ti dorme addosso tutta notte e hai sempre un suo piede nella gabbia toracica o sulle reni.
Quindi mi sono infilata io nel suo lettino.

Riporto qui il dialogo serale

Ti sei divertito da Mac?
No, io volevo andare al mare e poi da Old Mac Donald e poi a casa a Milano.
Ah, ti ricordi quando siamo andati al mac lo scorso anno al mare?
SIII e poi voglio andare al mare.
Amore, ci vuole ancora un po’ per il mare, ma vedrai che poi andremo al mare e anche da Old Mac Donald.
SIIII, così mangio il toast. E tu e papà mangiate i panini.
SI, e le patatine.
Anche a me piacciono le patatine.
Ok, amore, adesso dormi…



(Mentre gli do dei lievi baci sulla testina)
Mamma, mi dai 5 baci?
Ma certo!
(Bacini, bacini, bacini)
Tippete, adesso vado nel mio letto.
No, resta ancora un po’.
OK.



(Abbracciati al calduccio, sento che il suo respiro si fa pesante. Aspetto un po’ e poi cerco di uscire, subdola come un ninja, dal suo lettino).

Puoi andare (con la bocca impastata dal sonno)
Dici che posso andare nel mio letto, adesso?
SI, puoi andare, buona notte mamma.
Buona notte, amore, TVTB.
Anch’io mamma

Son soddisfazioni!!!

maggio 5th, 2017

Finalmente sono andata ad un colloquio per la Bambi, che nel mentre è a fine seconda elementare, e mi sono sentita dire che le maestre sono MOLTO contente di lei.
Non solo a livello didattico (che lo sapevo già, la Bambi è in gamba).
Ma anche a livello di comportamento, e qui ha sempre avuto problemi perché era troppo irrequieta, è notevolmente migliorata.
W l’omeopatia, che ci ha molto aiutato e mannaggia a me che non ci credevo e non l’ho portata da piccola. Si sarebbe “calmata” prima e non l’avrebbero divisa dalla sua migliore (amica).

Capita

gennaio 30th, 2017

E poi capita, quando non te lo aspetti più, quando i giorni senza lavoro fisso sono diventati 4380 (giorno più, giorno meno) che tutto si sistemi.

Hai visto mai?

Amici, amici di amici, parenti, conoscenti, le hai provate di tutte.

Oltre alle migliaia di CV, la disponibilità a fare di tutto (lei è laureato, è troppo qualificato per questo lavoro.. si un errore di gioventù).

La rassegnazione a vivere una vita senza certezze, dove cmq, in barba a tutto e a tutti abbiamo avuto due figli e mai chiesto niente a nessuno… anzi siamo pure riusciti a fare dei (piccoli) investimenti.

Alla fine il Tato ha vinto il concorso.

Sarà di ruolo, dopo l’anno di prova.

Quindi direi, ottimisticamente, con l’anno scolastico 2017-2018 anno di prova e poi dal 2018-2019 sarà FISSOOOOOOOOOO.

Cioè, già quest’anno, per la prima volta, gli hanno dato supplenza anche luglio e agosto e prendiamo i mesi di ferie pagati…

Nel mentre da me ci sono mille licenziamenti, per 1/4 della forza lavoro…

Maiunagioia! :-D

Mi licenzio

novembre 15th, 2016

Caro CEO,

io mi licenzio.

Ho ponderato a lungo la questione e l’ho analizzata in lungo e in largo.

Lo so che il contratto di lavoro è a tempo indeterminato, ma io non ce la faccio più.

Sebbene questo lavoro mi piaccia da morire, più della mia stessa vita ammettiamolo, e per questo lavoro farei di tutto, così non si può andare avanti.

Passino gli straordinari all’ordine del giorno e la reperibilità notturna, che uno non vorrebbe fare, ma che ci sta. Del resto in caso di emergenza, non puoi mica restare a dormire mentre tutto va a rotoli.

Passino le difficoltà generali intrinseche nel lavoro, il confronto con il collega che svolge il tuo medesimo lavoro, ma spesso su turni diversi, e che ha idee a volte diametralmente opposte.

Ma si sa, la diversità arricchisce e poi ad un buon confronto propositivo io non mi sono mai tirata indietro, sebbene il collega sia testard… ehm determinato quanto me.

Passi la collaborazione con il team di lavoro allargato, che ha metodi di gestione diversi e, sovente, poco polso della situazione.

Passi che a volte ti avvali di consulenti esterni specialisti, il cui costo non è così indifferente, ma deve necessariamente rientrare nel budget, poiché è quello che abbiamo a disposizione nell’anno.

Non vorrei mancare di sottolineare il fatto che alla fine, come team, siamo sempre in prima linea, visto che ci occupiamo di assistenza di primo livello, sempre sottoposti al giudizio altrui, sempre sotto osservazione e valutazione, sia da parte del gruppo di lavoro, sia dei collaboratori esterni con cui necessariamente ci interfacciamo.

E tutto questo io l’ho fatto con gioia ed entusiasmo, sacrificando il mio tempo libero, studiando costantemente da quando ho assunto questo ruolo, sapendo che, per quanto avessi osservato prima, ora, essendo io la responsabile, avrei avuto una pressione diversa, quindi ho dedicato buona parte del mio tempo alla formazione continua per acquisire nuove competenze rilevanti per poter svolgere il mio ruolo nella maniera migliore.

La paga è soddisfacente, quando c’è, ma non è costante e per ottenere un ritorno si sputano lacrime e sangue.

Però… però dopo 7 anni che sono madre devo ammettere di non essere abbastanza.

Di non avere capito abbastanza.

O forse di non avere studiato abbastanza,

O forse non sono in grado di applicarlo in maniera appropriata.

Quale che sia il problema, nonostante tanto tempo dedicato ai miei figli, tempo di qualità, disponibilità, dedizione, abnegazione, i risultati sono oltremodo scadenti.

Ieri sera la maestra d’asilo di Tippete ha detto che è TERRIBILE.

NON ascolta MAI, non si mette in fila, se viene mandato a fare la pipì poi si nasconde e gioca altrove.

Non fa la fila, non si mette le scarpe, non è autonomo in niente.

Non ha voluto fare gli ultimi due lavoretti.

Non è in grado di rispondere ad una domanda in maniera pertinente, non esegue gli “ordini”.

Picchia i bambini. Se fino a un mese e mezzo fa evitava le situazioni difficili, adesso picchia ed è violento.

Urla, è sgarbato, dice le parolacce, è oppositivo in tutto.

A nuoto non segue quello che gli dicono di fare.

E pensare che proprio domenica sera, andando a letto, ero fiera dei risultati ottenuti, visto che per tutta l’ultima settimana non si è mai fatto cacca né pipì addosso.

Vero è che è più oppositivo anche a casa, ma non a questi livelli.

Vero è che, come la Bambi, per un anno e rotti le ha sempre prese e si vede che ha imparato a ridarle.

Vero è che, guarda caso, abbiamo cambiato rimedio omeopatico da poco più di un mese ed è da poco più di un mese che si comporta così, poiché al 24 ottobre, quando c’è stata l’assemblea che avevo parlato con l’altra insegnante, non mi aveva manifestato questi problemi.

E mi viene da dire, facendo della psicologia spicciola, che il fatto che lui abbia “lasciato andare” la cacca equivale a lasciare andare tutto quello che aveva dentro di sé. E se altri hanno avuto l’età oppositiva a due anni e lui l’ha quattro è perché lui è più “indietro” degli altri, su vari piani.

Domani ne parlo con l’omeopata e poi con la psicologa, ma ieri, quando la maestra me l’ha detto, mi è caduto il mondo addosso.

Ma come, passo il tempo a spiegare loro le regole e perché è importante seguirle, sono dolce e disponibile e poi questi sono i risultati?

Fanculo al metodo Montissori e benvenuto il metodo Erode tutta la vita.

Caro CEO, ops Dio, lo so che tu rifiuterai le mie dimissioni dal ruolo di mamma, perché è un lavoro che prevede un contratto a tempo indeterminato, è stato stipulato quando è nata la Bambi e non si potrà mai rescindere.

Però almeno, mandami l’illuminazione su come devo procedere, visto che tutto quello che sto facendo non ha dato risultati eclatanti.

 

Caro Nonno

novembre 11th, 2016

Caro Nonno, che mi manchi tanto lo sai, vero?

L’altro giorno ho deciso di andare a vedere la Galleria Campari, che è sorta dove hai lavorato tu per tanti anni.

Tu, che mi raccontavi che quando facevi l’inscatolatore ti sanguinavano le mani, e non facevano tempo a rimarginarsi.

Tu, che mi raccontavi fiero che il paron ti aveva chiamato per passarti a responsabile.

Tu che mi hai raccontato che quando ti hanno trovato a fare il secondo e terzo lavoro, perché dovevi pagarti la casa, ti hanno chiamato in ufficio del direttore e ti hanno detto che non potevano consentire una cosa del genere, che sarebbe stata un’onta per l’azienda, e che dovevi smetterli.

In cambio ti hanno prestato i soldi per saldare i debiti e ti hanno sempre messo nella lista dei primi da chiamare per gli straordinari. Ed eri tanto orgoglioso.

Tu, che avevi fatto la terza elementare, ma ti hanno messo a fare la guardia notturna, e l’hai fatto per 17 anni, così potevi lasciarci dei soldi per vivere  meglio noi.

Tu che mi raccontavi dei viaggi meravigliosi che faceva fare la Campari in giro per il mondo ai suoi dipendenti e alle consorti per poco e nulla e sei andato due volte a Mosca, una a Cipro, una a Malta, poi a Londra e Madrid, Berlino e Parigi, sempre con la nonna, sempre in alberghi a 5 stelle e quasi ti scocciava spendere quei quattro soldi che chiedevano.

E’ stato emozionante vedere dove hai lavorato, sebbene io ti pensi ogni mattina, quando ci passo davanti.

Ed è stato interessante vedere che l’azienda sia sempre stata avanti anni luce in tutto.

E’ stato toccante pensare che camminavi lì tutte le notti, e per fortuna non è mai successo nulla.

Che mi manchi te l’ho già detto, vero?

 

Belle parole

novembre 11th, 2016

Ieri sera la Bambi, mentre era già a letto, risbuca perché vuole l’acqua e perché è triste.

“Non so perché sono triste, ero qui e pensavo”.. “A cosa…”

“Ecco forse lo so, ma te lo voglio dire a te, che mi vergogno del papà! Vedi quando mi hai raccontato di quel bambino che studiando le stelle ha trovato una piramide maya ed è diventato famoso, e noi non lo possiamo più diventare. Era l’unica cosa non pericolosa che potevamo fare noi del club (lei e le sue tre migliori amiche), e io non ho altre idee. E così non diventeremo famose.”

La Bambi è ossessionata da bellezza, fama e denaro, e non so perché, visto che IO sono l’antitesi di queste cose.

“Bambi, come ti ho spiegato tante volte, non sono cose importanti. Non è importanti diventare famose, perché in poche ci riescono, ma è importante comportarsi bene, perché è quello che rimane di te alle persone.

Vedi, se voi del club diventate famose, ma poi una è gelosa dell’altra, perché magari l’altra la chiamano più volte in tv, o una ha il ragazzo più bello, o una prende più soldi, poi rovinerete l’amicizia.

Se io avessi tanti soldi e un castello, ma non avessi voi per riempirlo, che cosa ci farei? Sarei da sola. Meglio qui, abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno: letti, coperte, il riscaldamento e tanto amore e tante coccole.”

“Mamma, ti ringrazio per le tue belle parole, perché mi hai fatto capire che cosa è importante!”

 

Candy o Hurukai?

novembre 4th, 2016

Ieri, in un momento di noia lavorativa, poiché ho finito un grosso lavoro e non sono totalmente allocata su altro, ho visto su Utube Creamy.

Bello, ci sono tutte le puntate, stasera le guardo con la Bambi.

Arrivata a casa e cambiato il proxy, il maledetto mi dice che non li posso visualizzare.

Ma niente, ormai mi era salito il trip dei cartoni da piccola e le ho proposto: E se ci vedessimo Candy Candy?

Detto, fatto, ci siamo guardate le prime tre puntate. Fino a che Annie è stata adottata e Candy no.

E lì, la Bambi cuore tenero, ha iniziato a singhiozzare come una pazza, perché non si vedranno più, perché lei era senza genitori, perché perché…

Ma no, Bambi, poi viene adottata (da degli stronzi, ehm) … e sta vicina ad Annie e poi vanno a scuola assieme e si innamora (ma muore) e poi c’è Terence (che non la sposa per quella a cui viene amputata la gamba…)

Insomma, la Bambi, che non si spaventa per gli Hurukai o i Mangiamorte, ha pianto quasi un’ora perché Annie ha lasciato Candy.

Meglio tornare al Signore degli Anelli…

(che poi è tutta la mamma che in Gray’s Anatomy piange per chiunque, mentre non batte ciglio in The Walking Dead).

 


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